Descrizione
Nel 2026 ricorrono i cinquant'anni dalla realizzazione dell'affresco del Capitello di Sant'Agapito, la prima opera e tra le più significative che Vico Calabrò ha dedicato alla comunità di Cesiomaggiore. Per celebrare questa importante ricorrenza e rendere omaggio al maestro, il Comune di Cesiomaggiore ha realizzato una cartolina commemorativa che raccoglie idealmente alcuni dei tanti dipinti da lui realizzati nel capoluogo e nelle frazioni del territorio comunale nel corso di mezzo secolo di attività.
Cesiomaggiore conserva nei confronti di Vico Calabrò un profondo debito di riconoscenza: con la sua sensibilità artistica e la sua costante presenza sul territorio, egli ha saputo trasformare muri, capitelli e facciate in luoghi di memoria e di bellezza, lasciando alla comunità un patrimonio culturale unico e condiviso.
I suoi affreschi e dipinti disseminati lungo strade, piazze, edifici pubblici e abitazioni private raccontano infatti la storia, le tradizioni, i mestieri, la devozione popolare e i paesaggi di Cesiomaggiore attraverso il suo linguaggio poetico e inconfondibile. Nelle sue opere la realtà si intreccia con la fantasia: musicisti, santi, animali, figure allegoriche e personaggi della vita quotidiana convivono in un universo sospeso tra memoria e immaginazione, popolato da colori vivaci, atmosfere fiabesche e dettagli sorprendenti. Le sue figure eleganti e sognanti, spesso immerse in paesaggi senza tempo, hanno saputo donare ai luoghi una dimensione quasi magica, capace di suscitare meraviglia e partecipazione.
Questa cartolina vuole essere una sintesi simbolica di tale patrimonio artistico, con l'invito a cittadini e visitatori a percorrere a piedi (o in bicicletta) le vie del nostro paese per andare alla scoperta di un vero e proprio museo diffuso dipinto, che da cinquant'anni contribuisce a definire l'identità culturale e il volto stesso di Cesiomaggiore.
Le opere di Vico a Cesiomaggiore
Come ricordato, quest’anno si celebra il cinquantesimo anniversario della decorazione realizzata nel 1976 da Vico per il Capitello di Sant'Agapito, che si trova all’imbocco della valle stretta e ripida che proprio da questo Santo prende il nome. I soggetti qui raffigurati celebrano infatti Agapito, la suggestiva leggenda dei corvi costruttori che accompagna la storia dell’edificazione della chiesetta in quota a lui dedicata, ma anche l’identità della comunità cesiolina. Attraverso di essi rivivono le attività tradizionali che hanno plasmato il territorio e la vita dei suoi abitanti: la fienagione, l’allevamento e il lavoro nelle cave di pietra della Perina e della Pedescala.
La tradizione dell’estrazione della pietra ritorna affrescata anche sulla facciata del Municipio, realizzata nel 1987; l’opera rievoca, entro tre grandi lunette, l’attività dell'estrazione e della lavorazione della pietra proveniente dalla cava della Perina, una delle montagne che sorge sopra Cesiomaggiore, da dove per secoli i cavatori hanno tratto lastre di scaglia rossa, che ha caratterizzato da sempre l'edilizia locale: le numerose fontane che si trovano nel territorio cesiolino, i pavimenti delle chiesette e di numerose ville e abitazioni sono infatti stati realizzati proprio con questa pietra.
L’anno successivo, nel 1988, sulla parete d’ingresso della scuola secondaria "Dante Alighieri" l'artista ha invece voluto celebrare il valore dell'istruzione con l’opera “Invito allo studio”, dove una figura eterea di violinista accompagna gli “attrezzi” degli studenti: libri, mappamondo, penne, squadrette…
Inoltre, al piano seminterrato, Vico ci ha lasciato una splendida documentazione visiva e didattica sulle varie fasi della tecnica dell'affresco, dalla creazione della sinopia, alle varie “giornate” affrescate, fino ad arrivare all’opera completa. Proprio in occasione della realizzazione di questo affresco, nel 1996, sono state realizzate delle riprese documentarie per la televisione giapponese NHK, a testimonianza del riconoscimento internazionale del suo lavoro.
Un altro tema ricorrente, che da sempre appassiona l’artista, è quello della bicicletta, che qui a Cesiomaggiore, “Paese del ciclismo”, è indissolubilmente legata alla figura di Sergio Sanvido, storico costruttore, riparatore e collezionista di questi mezzi, tanto da aver creato una propria raccolta di importantissimi pezzi storici e sportivi, poi donati al Comune e confluiti nel Museo Storico della Bicicletta “Toni Bevilacqua” a lui dedicato; all’ingresso del Museo, nel 2007 Calabrò ha ritratto Sergio al lavoro nel suo laboratorio, mentre sulla facciata della sua abitazione, in piazza Commercio, vicino alla rotatoria, sopra lo storico negozio che ancora porta il suo nome, compaiono le immagini di alcuni “antenati” della moderna bicicletta, realizzate qualche anno prima.
Accanto alle opere di carattere più propriamente pubblico, numerosissime sono le testimonianze pittoriche che decorano facciate e ingressi di abitazioni private nel capoluogo e nelle frazioni di Cesiomaggiore. In questi dipinti Vico Calabrò ha dato vita a un repertorio ricchissimo di temi e soggetti: santi e figure della devozione popolare, scorci del paesaggio locale, musicisti dalle lunghe trombe, scene legate agli antichi mestieri, episodi della vita familiare e richiami alle tradizioni del territorio.
Non resta quindi che mettersi in cammino – o, meglio ancora, in sella a una bicicletta – e percorrere le vie di Cesiomaggiore alla scoperta delle tante tracce lasciate dall'arte di Vico Calabrò. Un itinerario che conduce attraverso un vero e proprio museo diffuso all'aperto, dove ogni opera racconta una storia e contribuisce a custodire la memoria della comunità.
Lungo il percorso si potrà notare anche una particolarità che rende unico il paese: tutte le strade sono dedicate ai grandi campioni del ciclismo. Si tratta di un'idea di Sergio Sanvido, storico costruttore e collezionista di biciclette, che volle fare del luogo in cui viveva il vero e proprio “Paese del Ciclismo”, un'identità che ancora oggi caratterizza e distingue Cesiomaggiore.
Elenco delle opere presenti a Cesiomaggiore:
- 1976: Capitello di S. Agapito, bivio tra via Marianne e via S. Agapito, La val de Sangabito
- 1987: Municipio, Piazza Mercato 2, La Perina
- 1987: località Perina, Casera Raffaella, San Floriano
- 1987: casa Polesana, via Mas 35, Sass de Mura
- 1987: casa Casanova, via Bossana 2, S. Agapito
- 1987: casa di Nani But, via Bossana 9, Sant'Antoni dal porzel; Giacomo e i bisnonni
- 1988: Scuola secondaria di primo grado Dante Alighieri, via Grei 7, Invito allo studio
- 1988: casa Sacchet, via Bossana 3, S. Barbara e S. Matteo
- 1994, casa Maoret, via Seravella 19, Concertino; Musico
- 1996: Scuola secondaria di primo grado Dante Alighieri, via Grei 7, dimostrazione sulla tecnica dell'affresco per la NHK-TV di Tokyo
- 1996: Scuola secondaria di primo grado Dante Alighieri, via Grei 7, Meridiana
- 2001: casa Sacchet, via Bossana 3, Sant’ Agapito
- 2001: casa Sanvido, piazza Commercio 14, Biciclo, draisina e michaudine
- 2007: Museo Storico della Bicicletta Toni Bevilacqua, via Grei 6, Il meccanico, Sergio Sanvido
- 2007: casa Filoso, via Strada Vecia 1, Sergio e Luigi con la bici Sanvido; Il quattro-assi; Cin cin Luigi
Nelle frazioni di Cesiomaggiore:
Soranzen
- 1996: casa Grazioli, via Sass de Mura 10, Serenità
- 1997: casa De Carli, via Battaglion Spluga 34, Duo al poggiolo
Can
- 1998: casa Saioni, via S. Lucia 6, Il fornaio Rapisardo e la doppia ferrarese
- 1999: casa Marin, via Can 16, Due trombe
Anzaven
2005: casa Dal Zotto-Sacchet, via Anzaven 20, S. Antonio abate